Un posto sicuro, dove nessuna donna si sente giudicata

La mia storia, da ballerina a Budapest alla scoperta del Barre a Buenos Aires, e la nascita di una missione: liberare le donne dal senso di colpa e dal giudizio.

Quando ho iniziato a insegnare non avevo un sogno nel cassetto chiamato “aprire un corso di Barre”.

Avevo un desiderio molto più semplice: aiutare le donne come me a sentirsi bene nel proprio corpo.

Il movimento ha sempre fatto parte della mia vita. Da bambina ho studiato danza folkloristica ungherese, danza classica e moderna, balli di coppia, tip tap americano e, infine, tip tap irlandese, fino ad arrivare a esibirmi nei teatri di Budapest.

Muovermi è sempre stato naturale.

Poi sono diventata mamma. Ed è lì che qualcosa è cambiato.

Dopo le gravidanze ho cercato un allenamento che mi facesse stare bene, ma non riuscivo a trovarlo. Alcuni corsi erano troppo intensi per un corpo che aveva vissuto cambiamenti importanti, altri erano così noiosi da farmi perdere ogni motivazione

Quando vivevo a Buenos Aires (Argentina), un’amica mi suggerì di provare il Barre. Fu amore dalla prima lezione.
Era elegante, coinvolgente, efficace. Mi faceva sentire forte senza costringermi a combattere contro il mio corpo.

Mi sono formata per diventare istruttrice, ma col tempo ho capito che il Barre era solo una parte del progetto che avevo in mente.

Tornata in Italia la mia missione si è delineata chiaramente. Ho parlato con centinaia di donne e ho scoperto una verità dolorosa: moltissime non si allenano perché la palestra le spaventa, le annoia o le fa sentire profondamente a disagio. Magari negli anni si sono trascurate per dare spazio alla famiglia, al lavoro, ai figli. E così si nascondono dietro alle solite scuse: “Non ho tempo”, “Non sono capace”, “Non riuscirò mai ad essere costante”.
E, a volte, dietro queste frasi c’era semplicemente la paura di sentirsi giudicate. Un disagio che in passato ho provato anch’io.

Per questo ho deciso di dedicarmi esclusivamente alle donne:
Volevo creare un luogo in cui una mamma potesse ricominciare anche da zero.
Un luogo in cui una donna over 40 non dovesse vergognarsi dei cambiamenti del proprio corpo.
Un luogo in cui una diastasi, un pavimento pelvico indebolito, qualche chilo in più, il mal di schiena o la menopausa non fossero un motivo per sentirsi “sbagliata”, ma semplicemente il punto da cui ripartire.

Credo profondamente che allenarsi non sia una punizione. È un atto d’amore verso sé stesse.

Per troppo tempo alle donne è stato insegnato a mettere tutti gli altri al primo posto: i figli, il lavoro, la casa, la famiglia.

Ma prendersi cura di sé non è egoismo. È la condizione necessaria per poter continuare a prendersi cura anche degli altri.

Il mio obiettivo non è insegnare alle donne a rincorrere il corpo perfetto. È aiutarle a costruire un rapporto migliore con il proprio corpo attraverso il movimento.

Perché quando inizi a sentirti più forte, più energica e più consapevole, anche il corpo cambia. La trasformazione estetica arriva. Ma è una conseguenza, non il punto di partenza.

Negli anni ho continuato a studiare e ad aggiornarmi costantemente, integrando le più recenti ricerche sull’allenamento femminile per offrire alle mie allieve un metodo sempre più efficace e rispettoso della fisiologia della donna.

Oggi Prana Barre è questo.